In quel tempo, Gesù disse alle folle:
«A chi posso paragonare questa generazione?
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È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.
È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”.
È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”.
Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie». Mt 11,16-19
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Come vivere questa Parola?
Gesù ci invita al discernimento: c’è una tristezza che viene da Dio e una che viene dal nemico; una gioia autentica e un’altra che ne è la contraffazione.
Siamo chiamati a saper discernere sempre i due segni con cui Dio parla: il lutto per il male e la gioia per il bene.
Il nemico invece inganna facendo apparire piacevole il male e spiacevole il bene.
Sapendo questo siamo chiamati a scegliere con libertà e responsabilità ciò che ci rende felici e respingere ciò che ci rende infelici!
Solo convertendoci a Lui, ritrovando il nostro centro sapremo discernere le scelte che ci rendono felici e quelle che ci lasciano il cuore deluso!
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La voce di Papa Francesco
«… l’immagine del Vangelo, con i bambini che hanno paura di ballare, di piangere, che hanno paura di tutto, che chiedono sicurezza in tutto, fa pensare a questi cristiani tristi, che criticano sempre i predicatori della verità, perché hanno paura di aprire la porta allo Spirito Santo.
Preghiamo per loro e preghiamo anche per noi stessi, affinché non diventiamo cristiani tristi, di quelli che tolgono allo Spirito Santo la libertà di venire a noi tramite lo scandalo della predicazione».
Gesù dice loro:
‘Ma, io non vi capisco!
Voi siete come quei bambini: vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato; vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto.
Ma cosa volete?’
‘Vogliamo la nostra: vogliamo fare la salvezza a modo nostro!’
E’ sempre questa chiusura al modo di Dio”.
Loro non credono nella misericordia e nel perdono: credono nei sacrifici.
‘Misericordia voglio, non sacrifici’.
Credono in tutto sistemato, ben sistemato, tutto chiaro.
Questo è il dramma della resistenza alla salvezza.
Anche noi, ognuno di noi ha questo dramma dentro.
Ma ci farà bene domandarci: come voglio io essere salvato?
A modo mio?
“Credo che Gesù sia il Maestro che ci insegna la salvezza, o vado dappertutto ad affittare guru che me ne insegnino un’altra?
Ci farà bene oggi farci queste domande.
E l’ultima: io resisto alla salvezza di Gesù?”.
Meditazione mattutina nella Cappella della Domus Sanctae Marthae, 13 dicembre 2013. suor Monica Gianoli FMA – mogianna@libero.it e (Omelia da Santa Marta, 3 ottobre 2014)
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SANTO ROSARIO AUDIO CORONCINE – MEDITAZIONI – NOVENE – PREGHIERE VARIE – COMMENTI AI VANGELI – LITANIE PREGHIERE PRINCIPALI LIBERE – PREGHIERA DOPO AVER PECCATO – PREGHIERA PER CHIEDERE LA SAPIENZA
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Il Signore parla al cuore di ciascuno di noi, ascoltarlo significa valutare bene le situazioni in cui ci troviamo e, se lo desideriamo, viverle nella sua volontà, non dimentichiamo ciò che ci disse nel Vangelo di Giovanni …
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Dal Vangelo di Giovanni 15,5: Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.
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